Cyberpunk 2077: adesso si gioca!

Già disponibile da qualche giorno sulla nuova console di casa Sony, la Playstation V, Cyberpunk 2077 si appresta a diventare un icon game, una pietra miliare del gaming di nuova generazione, esibisce un motore grafico fotorealistico, con modelli avanzati di cui a malapena si coglie la differenza da un attore vero.

 Il gioco si sviluppa in un mondo open world, in una realtà futuristica devastata dal progresso tecnologico che ha condannato le masse alla povertà e criminalità, elevando pochi eletti alla vita nello spazio, tra agi e lussi sfrenati.

La trama di certo, in termini elementari, non porta nulla di nuovo all'attenzione del giocatore, visto che le ambientazioni tragiche distopiche sono comuni a molti titoli di successo (tra i nostri preferiti Mass Effect, Rage ed il vetusto POD, risalente all'era di Windows 95);

ciò che rende speciale il titolo, stando ai trailer e alle prime rivelazioni dei gameplay, è una profonda meccanica di gioco dinamica e costantemente dipendente dalle scelte del giocatore, con risvolti vari e side quest che sorgono a contorno della storia principale, che promette almeno 60 ore di gioco. Se questa potrebbe sembrare una caratteristica comune ai giochi FPS e terza persona degli ultimi anni, vista la nuova potenza di calcolo delle console appena uscite, è lecito attendersi un intrattenimento videoludico estremamente vasto, con molti personaggi e quest, nonchè dialoghi coinvolgenti e tagli video degni di una produzione hollywoodiana. 

Se non avete ancora messo le mani sul titolo, in attesa di metterle prima sulla Playstation 5, vi lasciamo ad un video che ci porta dritti dentro al gameplat di Cyberpunk 2077.

 

Sanpa: Luci e tenebre di San Patrignano racconta, attraverso testimonianze e immagini di repertorio, la controversa storia della comunità di recupero di San Patrignano, fondata da Vincenzo Muccioli nel 1978 a Coriano in provincia di Rimini, dalle sue origini fino al 1995, anno della sua morte. Sanpa: Luci e Tenebre di San Patrignano e' la prima docu-serie originale italiana Netflix e sara' disponibile dal 30 dicembre.

Ho un ricordo vago degli eventi avvenuti a cavallo tra anni '80 e '90, essendo nato nel 1984. Da bambino, però, mi rimase impressa l'enorme campagna per la sensibilizzazione ai pericoli della tossicodipendenza, nonchè della diffusione dell'AIDS tra i ragazzi; 2 piaghe che, credo, abbiano segnato quei decenni e che ho avuto modo di ricordare vividamente con la visione di queste puntate che, complice forse l'inquietudine di questi giorni per una malattia sconosciuta che dilaga, coinvolgono da subito, con una narrazione dei fatti assai fluida e tutt'altro che macchinosa. Molteplici le testimonianze di ospiti della struttura, schieratisi negli anni a fianco o contro la figura carismatica del fondatore della comunità, Vincenzo Muccioli.

G.F.B.