Assalto al Congresso USA

Episodi di inaudita gravità, a parere unanime delle forze politiche americane non piegate alla "simpatia" forzata verso l'ex Presidente USA Donald Trump.

Nella giornata dedicata al conteggio ufficiale dei voti, il 6 Gennaio 2021, il Congresso USA è stato bersaglio di un'orda di "supporters" del Presidente uscente,

accorsi per manifestare il rancore per i presunti (ed infondati ndr) brogli elettorali che avrebbero permesso all'avversario, Biden, leader dei Democratici, di vincere le elezioni. 

Se da una parte non si sono forse mai viste elezioni presidenziali non contraddistinte da una qualche forma di malumore tra le fila dei partiti

uscenti e perdenti, dall'altro la giornata del 6 Gennaio passerà alla storia, un po' come il "day of infamy" coniato da Roosevelt all'indomani dell'attacco giapponese alla base di Pearl Harbor.

I manifestanti trumpiani, accorsi da ogni parte degli STATES, hanno ben pensato di armarsi e partire e produrre quello che, allo stato dei fatti e dei numerosi video rimasti a testimoniare la follia collettiva, è e resta un attacco armato, paragonabile ad in atto di terrorismo, costato la vita a 5 persone, 4 manifestanti ed un agente, uccisi durante gli scontri a fuoco con le forze di sicurezza del Congresso, purtroppo poi sopraffatte dall'orda violenta che ha saccheggiato e umiliato le stanze istituzionali della struttura, con l'epilogo nella stanza del vice Presidente, Kamal Harris, prima donna a rivestire un incarico tanto prestigioso.

All'indomani dei violenti disordini, infuria la polemica, non solo in terra d'America, ma anche oltreoceano, da dove unanime è partita la condanna verso questi gravissimi fatti e nei confronti del Presidente uscente, tutt'altro che inorridito e affranto da quanto accaduto. Trump commentò, poche ore dopo l'assalto, denunciando nuovamente l'ingiustizia subita e invitando cautamente tutti i suoi supporters a ritornare a casa. 

Oggi Trump, che in queste ore ha annunciato di non voler presiedere all'insediamento di Biden, rischierebbe un empeachment, già probabilmente oggetto di votazione la prossima settimana.

 

Sanpa: Luci e tenebre di San Patrignano racconta, attraverso testimonianze e immagini di repertorio, la controversa storia della comunità di recupero di San Patrignano, fondata da Vincenzo Muccioli nel 1978 a Coriano in provincia di Rimini, dalle sue origini fino al 1995, anno della sua morte. Sanpa: Luci e Tenebre di San Patrignano e' la prima docu-serie originale italiana Netflix e sara' disponibile dal 30 dicembre.

Ho un ricordo vago degli eventi avvenuti a cavallo tra anni '80 e '90, essendo nato nel 1984. Da bambino, però, mi rimase impressa l'enorme campagna per la sensibilizzazione ai pericoli della tossicodipendenza, nonchè della diffusione dell'AIDS tra i ragazzi; 2 piaghe che, credo, abbiano segnato quei decenni e che ho avuto modo di ricordare vividamente con la visione di queste puntate che, complice forse l'inquietudine di questi giorni per una malattia sconosciuta che dilaga, coinvolgono da subito, con una narrazione dei fatti assai fluida e tutt'altro che macchinosa. Molteplici le testimonianze di ospiti della struttura, schieratisi negli anni a fianco o contro la figura carismatica del fondatore della comunità, Vincenzo Muccioli.

G.F.B.