La Chiesa apre alle donne?

Una nuova disposizione canonica di Papa Francesco I ammette le donne ai ministeri del Lettorato e dell’Accolitato.

In virtù del battesimo e non per un atto d'elezione, Francesco apre i ministeri liturgici del Lettorato e dell’Accolitato anche alle donne, finora riservato ai soli fedeli “di sesso maschile”.

Sebbene non sia esattamente una rivoluzione, visto che già da tempo le donne possono servire la Messa, distribuendo la Comunione o leggendo le Scritture, questo passo ufficiale stabilisce un primo passo autoritario verso un riconoscimento maggiore del ruolo femminile nei ministeri cattolici.

Non sarà di certo un processo repentino, visto che ancora dev'essere ufficializzata la possibilità di giungere al primo gradino, quello del diacono. Sono questioni che storicamente si ritenevano pacifiche, ma che oggi, riscuotono una maggiore attenzione, in un'epoca in cui più forte si è fatta la voglia di emancipazione femminile e di annullamento di qualsiasi differenza aprioristica, in ambito sociale, politico, economico ed ora anche religioso.

Sarà comunque necessaria una presa di posizione da Roma, prima che si possa apportare una simile modifica a certi leggi tradizionalistiche della Chiesa romana.

La Lettera Apostolica “Spiritus Domini” di Francesco modifica il primo paragrafo del Canone 230 di Diritto Canonico. Nella nuova formulazione viene meno l’indicazione di riservare Lettorato e Accolitato ai soli fedeli di sesso maschile - come stabiliva una norma del 1972 - e si afferma semplicemente  che “laici che abbiano l’età e le doti determinate con decreto dalla Conferenza Episcopale, possono essere assunti stabilmente, mediante il rito liturgico stabilito, ai ministeri di lettori e di accoliti; tuttavia tale conferimento non attribuisce loro il diritto al sostentamento o alla rimunerazione da parte della Chiesa”.

Consentire ai laici di entrambi i sessi la possibilità di accedere al ministero dell’Accolitato e del Lettorato, “in virtù della loro partecipazione al sacerdozio battesimale, incrementerà il riconoscimento, anche attraverso un atto liturgico, del contributo prezioso che da tempo moltissimi laici, anche donne, offrono alla vita e alla missione della Chiesa”.

 

Sanpa: Luci e tenebre di San Patrignano racconta, attraverso testimonianze e immagini di repertorio, la controversa storia della comunità di recupero di San Patrignano, fondata da Vincenzo Muccioli nel 1978 a Coriano in provincia di Rimini, dalle sue origini fino al 1995, anno della sua morte. Sanpa: Luci e Tenebre di San Patrignano e' la prima docu-serie originale italiana Netflix e sara' disponibile dal 30 dicembre.

Ho un ricordo vago degli eventi avvenuti a cavallo tra anni '80 e '90, essendo nato nel 1984. Da bambino, però, mi rimase impressa l'enorme campagna per la sensibilizzazione ai pericoli della tossicodipendenza, nonchè della diffusione dell'AIDS tra i ragazzi; 2 piaghe che, credo, abbiano segnato quei decenni e che ho avuto modo di ricordare vividamente con la visione di queste puntate che, complice forse l'inquietudine di questi giorni per una malattia sconosciuta che dilaga, coinvolgono da subito, con una narrazione dei fatti assai fluida e tutt'altro che macchinosa. Molteplici le testimonianze di ospiti della struttura, schieratisi negli anni a fianco o contro la figura carismatica del fondatore della comunità, Vincenzo Muccioli.

G.F.B.